Il principio della collaborazione

Per la prima volta nella storia dell’umanità possiamo fidarci l’uno dell’altro, effettuando transazioni tra pari. La fiducia non viene riposta in un’istituzione superiore, come le banche, ma nella collaborazione, nella crittografia (metodi per rendere un messaggio “offuscato” a chi non è autorizzato a leggerlo) e in un codice intelligente. Possiamo intitolare la blockchain il protocollo di fiducia.

A differenza del sistema bancario, dove poche persone si incontrano per decidere il destino della moneta, con la blockchain c’è un consenso distribuito tra gli utenti. Anche per questa caratteristica spesso non conosciamo l’identità del creatore, o dei creatori, di una blockchain: non è necessario. Il punto focale della blockchain è che non esiste un’autorità centrale. Per questa sua caratteristica, la blockchain si dice decentralizzata.

La sicurezza comune

In un sistema dove la sicurezza e il corretto funzionamento dipendono unicamente dai suoi utilizzatori, non importa chi ha rilasciato l’invenzione. In altre strutture dove c’è un potere centrale, dove le decisioni sono prese da pochi, importa chi è a decidere ed è nel nostro interesse conoscere le loro capacità. Nessuno conosce l’identità di Satoshi Nakamoto, se sia una persona o un collettivo, una donna o un uomo, quale possa essere la sua storia di vita e le sue competenze, ma tutti possono sapere esattamente come funziona. La blockchain permette un sistema in cui il denaro si basa su scambi e le transazioni che facciamo tra di noi e che noi stessi gestiamo per la sicurezza comune.

Sarebbe facile concludere che la fiducia nelle istituzioni non funziona perché siamo stanchi della sfrontatezza e della disonesta dei governi o delle banche, ma ciò che sta accadendo ora va oltre la crescente sfiducia verso le istituzioni. Stiamo iniziando a capire che la fiducia nelle istituzioni non è fatta per l’era digitale.

Le abitudini con cui la fiducia è stata costruita, gestita, persa e riconquistata da marchi, leader e interi sistemi, si sono invertite. Viviamo tutti in una società che sfortunatamente non è vicina ai nostri problemi, non ci aiuta, non ci supporta al massimo. I politici – i nostri rappresentanti – sono lontani da noi e quindi non possono aiutarci perché hanno creato un mondo diverso da quello che desideriamo.

Il cambiamento della società

Quello che non possiamo negare è che sta cambiando il modo in cui la fiducia fluisce attraverso la società. Un grande allontanamento dal 20° secolo, caratterizzato dalla fiducia istituzionale, sta avvenendo: il 21° secolo sarà alimentato da una fiducia diffusa. La fiducia non andrà più dall’alto verso il basso. Sta emergendo una nuova ricetta per la fiducia, diffusa tra le persone e basata sulla responsabilità. Questo cambiamento potrà solo accelerare con l’apparizione della blockchain, l’innovativo libro mastro digitale che raccoglie una storia tra noi condivisa.

Vogliamo fare affari con le persone, vogliamo comprare dagli altri, non dalle aziende. Vogliamo comunicare e creare un sistema autosufficiente, basato sulla fiducia reciproca, con il supporto e la sicurezza della blockchain. La vera implicazione della blockchain è che elimina la necessità di qualsiasi terza parte, come un avvocato o un intermediario governativo per approvare la transazione. Nello stesso modo in cui Internet ha aperto le porte a un’epoca di informazioni accessibili a tutti, la blockchain rivoluzionerà il concetto di fiducia su scala globale.