5 Regole da seguire

  1. ATTENZIONE AI COSTI

Sui Pac vengono applicati talvolta dei diritti fissi amministrativi che su importi di versamento ridotti possono incidere in maniera significativa. Occhio anche ai costi dello strumento su cui apre il piano. I fondi attivi hanno delle commissioni di ingresso e i costi di gestione sono mediamente più alti rispetto agli Etf.

2. FARE MANUTENZIONE

Qualcuno suggerisce di ribilanciare almeno una volta all’anno le posizioni sui piani di accumulo. Esistono anche dei servizi che consolidano determinati risultati ottenuti sull’investimento tramite versamento del guadagno su un altro fondo meno rischioso che serve proprio ai fini conservativi.

3. CAMBIANO GLI OBIETTIVI

Se il Pac è finalizzato a determinati progetti (studio dei figli, integrazione pensionistica) è meglio rivedere il posizionamento se le necessità dovessero cambiare.

Valutare l’entità delle rate qualora l’extra-risparmio dovesse aumentare.

4. DIVERSIFICAZIONE

Per ottimizzare le performance è preferibile, secondo gli esperti, puntare su mercati ben diversificati. Un Pac quindi globale bilanciato può puntare su strumenti che investono sull’azionario globale internazionale e sui bond globali internazionali.

L’investitore così è ben diversificato.

5. ORIZZONTE TEMPORALE

Nel fare un Pac bisogna avere una minima certezza sull’orizzonte temporale, al netto degli imprevisti che possono capitare. Se l’investitore potrebbe aver bisogno della liquidità destinata al Pac a stretto giro è preferibile che rinvii l’inizio dell’operazione che si è prefissato.