Il denaro come parte di noi

Il denaro è più antico della scrittura. Questo possiamo affermarlo dai più antichi scritti ritrovati, che riportano storie del passato incentrate sul denaro. Il denaro è una forma di comunicazione fin dalle sue origini, attraverso la quale esprimiamo un valore. Il denaro era, in principio, bestiame, terra, risorse di ogni genere. Il baratto aveva però il vincolo spazio-tempo. Non sempre era possibile avere le due merci di scambio nello stesso luogo e momento.

Un coltivatore di grano non dispone del suo prodotto tutto l’anno, così come il contadino non può spostare il bestiame per grandi distanze. Attesa e fatica non erano sostenibili. Inoltre, attribuire un unico valore comune per ogni oggetto era pressoché impossibile. Si stabilì così il primo valore di riferimento, l’oro. Prezioso, utile, durevole, ricercato, l’oro costituiva l’idea più pura di valore.

L’uomo cerca da sempre la propria comodità, semplificare il complesso, rendere facile ciò che è difficile. L’oro era fantastico per stabilire un valore comune tra le persone, ma trasportare il proprio oro con sé era sicuramente molto problematico per il suo peso, aggiunto al costante rischio di essere derubati. Nacque così l’antenato della banca, un luogo in cui depositare le proprie ricchezza in cambio di un documento che attestasse l’oro posseduto, molto più pratico da portare in tasca e scambiare alla necessità.

Ora, immaginiamo questi uomini vedere la propria ricchezza lucente, tangibile e riconosciuta, evolversi in un pezzo di carta: in quanti avranno creduto che non avrebbe funzionato? In moltissimi, dato che il denaro cartaceo ha impiegato quattrocento anni per essere accettato globalmente. Quattrocento anni! La blockchain è nata dieci anni fa: non solo stiamo vivendo una rivoluzione economica, siamo all’inizio di questa rivoluzione.

Come funziona

La blockchain è un registro in cui gli utenti inseriscono informazioni e risorse informatiche, come le criptovalute. Blockchain significa catena di blocchi, dove ogni blocco contiene la registrazione di una trasmissione di dati. Una transazione è costituita da dati soggetti a “scambio” che devono essere verificati, approvati e archiviati nel database.    Originariamente presentata nel 1991 da un team di ricercatori, questa tecnologia è stata inizialmente progettata per contrassegnare documenti digitali in modo da rendere impossibili i tentativi di hacking. Tuttavia, è rimasta inutilizzata fino al 2009, con la creazione del Bitcoin da parte di Satoshi Nakamoto.

Una blockchain è un libro mastro completamente distribuito e accessibile a tutti. Chiunque può accedervi e visualizzare i dati memorizzati nel registro. Una blockchain memorizza dati seguendo le proprie regole: i dati sono memorizzati in ordine cronologico e un nuovo dato può essere aggiunto solo dopo l’ultimo inserito. Ogni transazione viene archiviata con un timestamp, una marca temporale che determina l’ordine cronologico. Una volta che una trasmissione è approvata, viene completata con la conseguente creazione di un nuovo blocco, in cui sono racchiuse le informazioni.

Trasparenza ed immodificabilità

Il contenuto codificato di un blocco è chiamato hash. L’hash è generato attraverso una formula matematica e costituisce il numero del blocco, il momento in cui è stato aggiunto al registro blockchain, la trasmissione di dati contenente, la versione del protocollo blockchain, l’hash del blocco precedente e il riferimento per la verifica dell’hash, conosciuta anche come mining.

Un hash identifica un blocco e il suo contenuto è sempre unico, proprio come un’impronta digitale. Cambiare qualcosa dell’hash cambia di conseguenza il blocco. Se l’impronta digitale di un blocco cambia non sarà più lo stesso blocco. Una caratteristica importante è che uno dei componenti di ogni blocco è l’hash del blocco precedente: se l’hash del blocco viene modificato, l’hash del blocco successivo non corrisponderà più! Pertanto, ogni blocco che segue non sarà valido poiché non è stato riconosciuto alcun hash valido. Dunque, la modifica di un singolo blocco rende non validi tutti i blocchi successivi.

C’è un altro modo in cui una blockchain garantisce la immodificabilità delle trasmissioni ed è grazie alla sua distribuzione. Con i tradizionali sistemi di gestione dei dati, i dati vengono archiviati su un unico database centrale che comunica con tutti i membri della rete. La comunicazione tra i membri della rete passa sempre attraverso il database principale, che archivia tutti i dati. Il problema è che se il database principale salta, la comunicazione tra i membri viene interrotta. Le banche sono un esempio di una rete centralizzata.

Sicurezza e Privacy

In una rete decentralizzata come la blockchain, se un nodo delle rete diventa inattivo, nulla viene perso. Un nodo è un partecipante alla rete che consiste fisicamente nel server del partecipante. I nodi comunicano direttamente tra loro all’interno del sistema decentralizzato e tutti i nodi possiedono gli stessi dati degli altri. I dati condivisi sono utilizzati da ogni nodo per verificare che tutto nel sistema sia in ordine.

Quando qualcuno genera un nuovo blocco, esso viene inviato ai nodi nella rete. Ogni nodo si attiva per verificare il blocco, assicurandosi che non sia stato manipolato. Se durante una verifica di blocco, 10 nodi tentano di immettere informazioni errate in una rete formata da 100 nodi, la conferma viene negata dagli altri 90 nodi, che segnalano l’informazione come falsa: è la maggioranza che determina la conferma o il rifiuto di un nuovo blocco. Più grande è la rete di nodi, più decentralizzata e più sicura è la rete. Se tutto è corretto, il blocco viene approvato dalla rete di nodi e viene aggiunto alla catena di blocchi della blockchain.

Dunque, un blocco compromesso viene rifiutato dai nodi nella rete. Un blocco inserito correttamente viene accettato ottenendo il consenso della maggioranza dei nodi della rete. Il consenso come sistema di verifica e l’immutabilità delle informazioni approvate proteggono la blockchain da ogni tentativo di hacking.