Difficile viaggiare coperti

Viaggiare ai tempi del Coronavirus. Chi ci prova, e viene accettato dal paese di destinazione pur essendo italiano, potrebbe considerare l’idea di stipulare una polizza viaggio. Si tratta di soluzioni che intervengono in casi di imprevisti (assistenza sanitaria, perdita bagaglio e così via). Bisogna però considerare un fattore non secondario: queste polizze generalmente non coprono in caso di pandemia. Insomma se l’Oms, che nel momento in cui si scrive questo articolo non ha ancora dichiarato lo stato di pandemia, dovesse cambiare idea, constatando la veloce diffusione del virus e le difficoltà di contenimento, non ci sarà la copertura assicurativa per gli effetti causati ai viaggiatori da questo fenomeno.

Le polizze “viaggio” escludono gli eventi di pandemia e quarantena. Chi è in viaggio, in quanto è partito prima dell’eventuale dichiarazione di pandemia, è completamente coperto. Lo stesso non vale se invece parte successivamente all’upgrade dell’epidemia in pandemia.

Quando la compagnia interviene

Se si contrae il coronavirus in viaggio la compagnia interviene quando può: quasi sempre sono le istituzioni sanitarie e le autorità locali a gestire i contagiati. L’assicurazione semmai scende in campo nel momento in cui i malati vengono dimessi occupandosi del loro rientro e coprendo eventuali spese sostenute in loco.

Resta poi da chiarire il capitolo “annullamento”. Chi stipula una polizza che copre dal rischio di non partire deve sapere che lo scoppio di un epidemia non dà diritto di per sé ad annullare il viaggio. La polizza entra in gioco infatti solo se il motivo dell’annullamento è tra quelli pattuiti contrattualmente. Per quanto riguarda il rischio salute si solito si ha diritto al rimborso solo in caso di malattia documentata dell’assicurato o di un suo familiare.

Il problema della quarantena

Le compagnie stanno poi facendo delle riflessioni sul periodo di quarantena in viaggio normalmente non coperto. Gli assicurati sono comunque coperti anche per quanto riguarda accertamenti necessari: chi per esempio si trova oggi negli Usa, dove i costi della sanità sono molto elevati, e avesse sintomi influenzali che richiedano secondo le autorità sanitarie locali, l’effettuazione di un tampone per accertare se abbia contratto il Covid19, sarà coperto.

L’importante è rivolgersi tempestivamente alla centrale operativa della compagnia di assistenza per la corretta gestione del caso.

Polizze Salute

In Italia il tampone può essere eseguito solo da strutture pubbliche gratuitamente. Queste tuttavia sono in sovraccarico e talvolta non riescono a soddisfare le richieste di assistenza sul coronavirus ma anche su altre patologie. Qui entrano in campo le polizze salute. In questo caso generalmente le coperture previste garantiscono l’assicurato sia in caso di epidemia sia in caso di pandemia. Sono coperti rimborsi spese mediche e ricoveri ed è anche previsto il consulto medico telefonico molto utile in questo periodo.