Cosa sono

Gli strumenti derivati si chiamano in questo modo perché il loro valore deriva dall’andamento di un’attività sottostante, ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L’attività, ovvero l’evento, che può essere di qualsiasi natura o genere, costituisce il “sottostante” del prodotto derivato.

Ogni derivato si basa su una previsione o, se si vuole, una “scommessa” sul futuro andamento del valore dell’attività oppure sull’accadimento dell’evento. Ad esempio, immaginiamo un derivato sul prezzo del caffè: se prevedi che il prezzo del caffè salirà entro 3 mesi e tale aumento si verifica, allora anche il derivato acquisterà valore. Se non avviene, il derivato acquisterà valore. Se non avviene, il derivato perde valore.

Quindi, il valore degli strumenti derivati varia in base all’andamento del sottostante. L’andamento si calcola secondo una relazione che è specifica per ogni strumento. Questa relazione è rappresentata da una funzione matematica che può richiedere attività di analisi particolarmente complesse.

Che finalità hanno ?

Tali strumenti sono utilizzati, principalmente, per tre scopi:

  1. ridurre il rischio finanziario di un portafoglio preesistente (finalità di copertura);
  2. assumere esposizioni al rischio al fine di conseguire un profitto (finalità speculativa);
  3. conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul sottostante tali da cogliere eventuali differenze di valorizzazioni (finalità di arbitraggio).

Quali sono le categorie più diffuse?

Le principali categorie di derivati sono i cosiddetti “contratti derivati”, che possono essere suddivisi secondo la classificazione seguente:

  • i contratti a termine;
  • gli swap;
  • le opzioni

In questo articolo, per semplificazione, mi soffermerò soltanto sulle opzioni.

Le opzioni

L’opzione è un contratto che attribuisce il diritto, ma non l’obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put) una data quantità di un bene (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price o prezzo di esercizio) entro una certa data (scadenza). Il bene sottostante (che deve essere scambiato su un mercato con quotazioni ufficiali o pubblicamente riconosciute) può essere:

  • un attività finanziaria, come azioni, obbligazioni, valute, indici, strumenti finanziari derivati eccetera;
  • una merce, come petrolio, oro, grano eccetera;
  • un evento di varia natura.

Nel momento in cui il compratore dell’opzione esercita il diritto, cioè decide di acquistare (call) o vendere (put), il suo ricavo consisterà: nel caso di opzione call, nella differenza tra il prezzo corrente del sottostante (detto prezzo spot) e il prezzo di esercizio; nel caso di put, nella differenza tra il prezzo di esercizio e prezzo spot.

Quali rischi possono comportare

Molti strumenti derivati si basano sulla cosiddetta “leva finanziaria”, che rende particolarmente difficile la quantificazione dei potenziali guadagni e delle potenziali perdite, amplificando i movimenti al rialzo o al ribasso dell’attività sottostante.

In generale, la struttura e le caratteristiche di tali strumenti non sono adeguati per il profilo di un investitore al dettaglio. Si devono valutare con molta attenzione i rischi connessi con l’acquisto di tali strumenti finanziari che sono molto complessi.