Cosa dicono le statistiche

Come molti sanno, i genitori sono tenuti a mantenere ed educare la prole fino al raggiungimento della loro indipendenza economica. Il che significa, soprattutto quando i giovani decidono di andare all’università, ben oltre la maggiore età. Per ben pianificare è indispensabile quantificare il perimetro di quello che è genericamente il costo dei figli. Conoscere, anche in modo approssimato, i costi di mantenimento ed accrescimento di un figlio serve anche per valutare l’incidenza in caso di emergenze come malattia, morte, licenziamento di uno dei genitori e/o di separazione e/o divorzio del nucleo familiare. Secondo, una recente indagine condotta da FederConsumatori questi costi variano dal reddito familiare, dall’età dei figli, dal patrimonio, dalla composizione del nucleo familiare, dal luogo residenza, dagli stili di consumo e dal welfare disponibile.

Le voci principali sono:

  1. Alloggio (affitto/mutuo, tasse di proprietà, manutenzione, pulizia, spese per utenze, riscaldamento, rifiuti e arredamento compreso Tv, radio,Hifi);
  2. Alimentazione;
  3. Trasporti e comunicazioni (inclusa la quota di ammortamento per l’acquisto del veicolo, trasporti vari, telefonia fissa e mobile e connessione Internet);
  4. Abbigliamento costi di acquisto, pulitura e riparazione);
  5. Salute (costi non coperti dal servizio pubblico tra cui dentista, fisioterapia, psicologo);
  6. Educazione e cura (spese per babysitter, tasse scolastiche, libri, ripetizioni, scuola, mensa scolastica, viaggi di studio);
  7. Varie (spese per cura personale, paghetta, sport, intrattenimento, viaggi, regali).

La  spesa totale fino ai 18 anni varia a seconda delle fasce di reddito delle famiglie. Considerati tre livelli di reddito (minimo di 22.100 Euro, medio di 37.500 e alto di 68.000 euro) la spesa risulta pari a 113.700 euro, 170.940 euro e 271.350 euro. Questi numeri sono molto indicativi anche perché non includono nemmeno i costi per la cura dei figli, sostenuti principalmente dalla madre in termini di fatica gratuita o di rinuncia ad un guadagno economico.

In media i costi diretti di mantenimento e crescita di un figlio fino a 18 anni comportano tra il 25% e il 35% di spese in più rispetto ad una coppia sena figli e di pari reddito. Si consideri poi che in media le famiglie benestanti spendono per i figli circa l’80% in più di quelle povere.

  Un aiuto dalla pianificazione

Ai fini della pianificazione il costo dei figli può essere suddiviso in due macro aree: a)Costo di mantenimento e accrescimento fino all’età minima (per esempio come età limite si potrebbero ipotizzare i 19 anni);

b)Costo di mantenimento ed accrescimento oltre l’età minima, incluso il costo universitario e oltre o in alternativa per avviare un attività.

Se il costo a) può essere coperto dai redditi correnti, per affrontare il costo b) si può pensare alla messa a punto di un piano di accumulazione capitale che aiuti a raggiungere il capitale obiettivo. Insomma, creare quel gruzzolo che al momento debito servirà per coprire i progetti del figlio. In sintesi, per poter finalizzare un progetto finanziario di questo tipo i passaggi necessari alla pianificazione sono i seguenti:

  1. Determinazione del fabbisogno (somma delle spese dall’alloggio alla retta universitaria; dai costi dei libri ai viaggi);
  2. L’accumulazione e la crescita del capitale necessario fino alla scadenza prefissata;
  3. La distribuzione del capitale quando i figli ne avranno bisogno per gli studi.

I figli sono imprevedibili. Non possiamo sapere in anticipo quali saranno le loro passioni, le loro virtù e i difetti, come gestiranno il loro percorso lungo l’adolescenza e verso la vita adulta. Ma c’è almeno un aspetto che ogni famiglia può, e dovrebbe, cercare di pianificare con il maggior anticipo possibile: le spese per l’educazione. Come fanno le famiglie a far fronte a questi costi?

Cosa si rischia

Almeno un quarto delle famiglie in tutto il mondo è costretto a modificare le proprie abitudini, lo stile di vita, le amicizie e gli orari di lavoro appositamente per far fronte agli ingenti costi dell’istruzione dei figli. Il rischio principale, se si sottovaluta il budget da dedicare a scuola e università, è di ritrovarsi cronicamente in difficoltà nel far fronte alle spese ricorrenti e straordinarie che inevitabilmente si porranno nel corso degli anni, o peggio di dover rinunciare a opportunità importanti per il futuro dei figli come un periodo di studi all’estero o un master. Questi rappresentano note positive su qualsiasi curriculum, soprattutto in un mercato del lavoro sempre più agguerrito e competitivo, ma d’altro canto presentano conti molto salati, difficili da saldare se non si è pianificato accuratamente come farvi fronte.

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