Noi non siamo più proprietari del nostro denaro

Nel momento in cui depositiamo in banca i nostri fondi, quel denaro cessa di essere nostro. Il numero che leggiamo sulla schermata del conto corrente sono soltanto cifre, non è denaro realmente presente nel nostro portafoglio. L’unica cosa che possediamo è il conto bancario, perché paghiamo per il servizio.

Le banche utilizzano i nostri depositi per i loro interessi, trasferiscono e investono denaro per trarre un profitto. Può essere difficile prelevare dal nostro conto, perché le banche devono richiedere indietro il denaro prestato. Per questo motivo ci sono limiti di prelievo, obblighi di richiesta anticipata e commissioni care. Non è assurdo non poter prelevare liberamente i nostri soldi? No, perché non ci appartengono più, quel denaro è della banca ora. Le banche controllano il flusso di denaro, con i governi alle loro spalle a pianificare la prossima mossa. Il denaro da mezzo di scambio e simbolo di valore è diventato strumento di controllo.

Episodi di eliminazione di banconote sono già avvenuti. Nel novembre 2016 il governo indiano ha dichiarato fuori corso le banconote da 1000 e da 500 rupie, le più usate nel paese. Il 2019 è l’anno della scomparsa della banconota da 500 euro; seppur legale, la Banca Centrale Europea ha terminato la sua produzione, al fine di combattere il mercato nero. La Svezia ha previsto di essere entro il 2025 una nazione priva di contante. Ogni governo desidera una nazione senza contanti, dove il cittadino non può uscire dal sistema bancario.

Le carte di debito e di credito non sono altro che un mezzo per trasmettere informazioni. Una transazione include tutti i dati del proprietario, in una raccolta delle sue abitudini, della sua disponibilità economica, dei suoi trasferimenti e preferenze di acquisto.

Nessuno di noi ha scelto il dollaro, lo yen, o l’euro. Dipendentemente da dove ci troviamo, siamo costretti a usare la valuta del paese, accettando regole che possono rivelarsi a nostro discapito.

La nascita di un nuovo sistema

Per combattere le barriere e le imposizioni del sistema è nata la tecnologia che ha cambiato il nostro destino, una tecnologia che ha il potere di ricreare l’intero sistema finanziario. Dopo quarant’anni di ricerca nell’informatica, preceduti da migliaia di anni di modernizzazione, siamo arrivati al punto di svolta della storia umana: la blockchain. Rilasciata da una misteriosa figura conosciuta con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, il mondo ha fatto la conoscenza del protocollo blockchain nel 2008, nel nel 2009 la sua prima applicazione, il bitcoin. Il Bitcoin è una criptovaluta, cioè uno strumento di scambio che permette di effettuare transazioni per mezzo della tecnologia digitale, transazioni completamente svincolate dal controllo di governi o intermediari come le banche. Queste transazioni sono rese possibili e sicure grazie alla blockchain, un registro in cui sono inseriti i dati di tutte le transazioni effettuate con bitcoin, dal 2009 fino a oggi.

Chiunque può accedere alla blockchain di Bitcoin e visualizzare le transazioni, quanti bitcoin sono stati trasferimenti e quando, ma nessuno può visualizzare i dati personali del mittente e del ricevente, neanche un’autorità centrale. Questa è la prima grande differenza rispetto le banche, le quali rimangono intimorite, perché si tratta della possibilità che possa esistere un sistema finanziario a prescindere da loro.