L’ottovolante delle Borse scatenato dal coronavirus sta facendo malissimo ai portafogli, gonfiando l’emotività, che delle scelte d’investimento è nemica. Di qui le domande canoniche: vale la pena investire, vendere o tenersi la liquidità? Esiste uno strumento che protegga da una fase tanto incerta?

La tempistica con cui si fa un investimento può avere un impatto significativo sui risultati. Per questo, oggi più che mai i Piani di accumulo del capitale (Pac) tornano utili per spalmare il proprio investimento nel tempo, riducendo così il rischio di incappare in un punto d’ingresso sfavorevole.

Che cosa sono

I Pac permettono di aumentare in modo graduale l’investimento, con versamenti periodici e un orizzonte fissato in partenza. Si può avviare sui fondi comuni, Etf e polizze assicurative. Sono molto attuali in ottica pensionistica perché accumulare un capitale consente di avere un reddito previdenziale aggiuntivo. Il rischio da evitare è intervenire sul piano impulsivamente: identificato il proprio orizzonte temporale, si deve “lasciar lavorare” l’investimento e modificarlo il meno possibile.

Perché un Pac

Il vantaggio è la sua capacità di ridurre la volatilità del portafoglio. La storia dei mercati ci insegna che identificare i punti di minimo è complesso e certo non alla portata del singolo risparmiatore; quindi un ingresso moderato e suddiviso nel tempo è la strategia migliore.

Un portafoglio costruito attraverso un Pac mensile registra oscillazioni più contenute rispetto ad un analogo portafoglio costituito da un unico versamento iniziale.

La check list

Prima di acquistare un Pac ci sono alcune regole da seguire. Innanzi tutto identificare un obiettivo d’investimento (ad esempio comprar casa o fare un viaggio alle Hawaii). Poi è bene identificare un rischio massimo tollerabile e, a seguire, scegliere un mercato ampiamente diversificato; identificare un prodotto o farsi supportare da un esperto nella scelta; definire l’importo di versamento periodico tale da essere in equilibrio con le proprie entrate e uscite. Infine controllare i costi delle proposte in funzione dei servizi offerti.

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Costi e difetti

Può prevedere costi diversi, che è importante valutare soprattutto sulle piccole rate. I costi di sottoscrizione sono spesso molto sbilanciati all’inizio, al punto che si paga subito una quota importante delle fee totali (anche il 30%). Se si abbina un’assicurazione, spesso vengono inserite penali per l’uscita anticipata. Il maggior limite di un Pac risiede nel fatto che, dopo un certo tempo, l’acquisto delle nuove quote inizia ad incidere poco sulla media del prezzo. Così se si incontra una fase molto ribassista dopo un certo numero di rate, la perdita può essere importante. In altri termini se durante la fase finale del periodo di accumulo i mercati dovessero scendere i vantaggi verrebbero annullati. Quindi è molto importante il monitoraggio e magari una riduzione dell’esposizione alla volatilità graduale man mano che si avvicina la scadenza.