L’esempio della Svezia

Il termine “busta arancione” prende origine dall’informativa che ricevono a partire dal 1996 i lavoratori svedesi, destinatari di una lettera, appunto di colore arancione. L’ente previdenziale li aggiorna sul loro percorso previdenziale verso la pensione. Infatti indica il montante dei contributi versati, la loro rivalutazione nel tempo e l’ammontare, ovviamente stimato, della rendita pensionistica derivante. Inoltre queste serie di ipotesi standard vengono revisionate periodicamente.

Questa informativa si è resa necessaria con il passaggio dal sistema previdenziale retributivo, fondato sostanzialmente in modo forte sullo scambio inter-generazionale, a quello retributivo, che “scarica” sul lavoratore una serie di “rischi” in precedenza assunti dall’ente previdenziale o dallo Stato sponsor.

Disporre di questa informativa è fondamentale per i lavoratori perché consente di valutare in prospettiva quale potrà essere il reddito disponibile da pensione. Dunque, eventualmente, correre ai ripari aderendo a un fondo pensione, in modo da ottenere una rendita aggiuntiva alla principale. Com’è noto, il sistema retributivo prevede una pensione pari all’incirca al 70-80% dell’ultimo reddito. Un livello che per il sistema contributivo è molto variabile e difficilmente supera il 65-70%, per gli over50, mentre per i lavoratori più giovani il tasso di sostituzione (rapporto tra primo assegno pensionistico e ultimo stipendio) scende nettamente sotto il 50%.

Il controllo della situazione

Il servizio informativo permette di avere controllo della situazione contributiva attuale, la possibile data di pensionamento, il prevedibile livello della pensione, il rapporto fra pensione e ultima retribuzione (tasso di sostituzione). Il lavoratore può invece modificare una serie di fattori, in modo da avere cognizione di una serie di ipotesi alternative. Queste sono: la retribuzione in atto, quella futura, l’eventuale presenza di interruzioni nei contributi per episodi di non-occupazione, la data di pensionamento, anticipata o procrastinata. Può,inoltre, stimare l’effetto sull’assegno pensionistico, il tasso di rivalutazione del Pil che, come detto, determina la rivalutazione dei contributi.

Si tratta com’è evidente di uno strumento fondamentale di sensibilizzazione per le scelte individuali. Paradossalmente, da anni questa informativa è in vigore per quanto riguarda i fondi pensione (il progetto esemplificativo). Sono circa 7,3 milioni di lavoratori iscritti volontariamente a questi strumenti, che ricevono ogni anno una “busta arancione” con tutte le indicazioni sul loro percorso previdenziale. Da anni, comunque, esistono decine di software che consentono di calcolare la propria pensione. Questi provano a considerare i molti fattori che incidono nel meccanismo di calcolo di una rendita pensionistica. Il sito web del Sole 24Ore offre gratuitamente questa possibilità, grazie a un software messo a punto e aggiornato costantemente da Epheso (società leader nel settore), offrendo ai lettori la possibilità di formulare elaborazioni anche sul secondo pilastro pensionistico (www.ilsole24ore.com/pensionometro).