Cosa e chi proteggere

La prima scelta quando si affronta il tema della protezione è quella del “cosa”, ossia di quali rischi è bene occuparsi. I rischi che possono essere oggetto delle analisi sulla protezione sono quelli “puri” o “immediati”, ossia quelli che possono accadere in ogni istante e il cui verificarsi porta, necessariamente, conseguenze di ordine negativo.

Ecco un elenco non esaustivo dei rischi dai quali è necessario proteggersi:

  • Invalidità da infortunio o malattia;
  • Premorienza
  • Grandi spese sanitarie
  • Perdita di autosufficienza;
  • Danni patrimoniali connessi a furto a incendio;
  • Responsabilità civile connessa ai fatti della vita privata.

È fondamentale individuare i rischi che pesano di più nella nostra vita ed individuare le priorità da affrontare per passare alle contromisure.

Obiettivi quantitativi basati sul rischio

In linea generale, bisogna evitare di porre l’attenzione su rischi inesistenti, e preoccuparsi di rimuovere rischi che sono sin troppo probabili. Poi si tratta di individuare una misurazione del danno atteso in base al rischio. Qui influisce la condizione familiare: il rischio economico di premorienza, ad esempio, non c’è per i single che non hanno conviventi che dipendono economicamente da loro.

È decisivo poi definire gli obiettivi quantitativi, ossia quanto servirebbe al verificarsi del rischio in oggetto. Prima ancora, tuttavia, bisogna identificare le necessità temporali di protezione, che consistono nel tempo della necessità. La misura del tempo si ottiene decidendo per quanto tempo bisogna proteggere la propria stabilità economica e quella dei propri cari.