L’evoluzione dei mercati

In questo secolo ci sono state tre crisi significative sui mercati finanziari. Quella che stiamo vivendo ha delle caratteristiche completamente diverse rispetto allo scoppio della bolla internet del 2000 e la crisi subprime del 2008.

In qualche modo quello che stiamo vivendo è un inedito, a partire dall’intensità del crollo del Pil che si è verificato da marzo ad oggi in molti paesi nel mondo. Ma soprattutto l’aspetto più particolare è la reazione dei mercati: una velocità così repentina nel crollo e nel recupero non si era mai verificata.

Cosa segnala l’indice Vix

La lettura del Vix, l’indice che misura la volatilità implicita delle opzioni legate all’S&P 500, aiuta a capire cosa sta accadendo e quali sono le informazioni da monitorare in chiave di possibile evoluzione dei mercati. Nel 2008 il Vix ha toccato un picco in area 80 punti: non era mai successo prima. Durante il crollo del 2000 il rialzo si era fermato intorno a 40. Anche nel corso della crisi legata al Covid-19 la tensione sui mercati ha spinto il Vix verso l’area 80 e questo sta a segnalare che quanto abbiamo vissuto da febbraio in poi ha più similitudini con il 2008 che con la crisi di 20 anni fa.

Gli elementi differenzianti

Ma i parallelismi possono finire qua: nel 2008-2009 infatti l’indice Vix stazionò in maniera quasi del tutto continuativo sopra l’area dei 40 punti da ottobre a marzo, ovvero per tutto il periodo che contrassegnò il mercato al ribasso. Ci furono dei rimbalzi dell’indice S&P 500 durante la fase “orso” ma non superarono il 20 per cento (che avrebbe significato un ritorno del mercato Toro).

Quanto accaduto negli ultimi mesi è invece una classica ripresa a “V”: con un crollo e l’avvio di un mercato ribassista, che è durato poche settimane ed è stato prontamente sostituito da un nuovo mercato al rialzo. Dopo aver toccato i minimi il 23 marzo, sono bastate poche settimane all’indice S&P 500 per tornare in un trend rialzista (con un recupero dai minimi del 20% nei primi giorni di aprile). Un mercato fuori controllo, alimentato molto più di 12 anni fa da algoritmi, sistemi di trading automatici e acquisto condizionati al calo della volatilità.

L’indice Vix, infatti dopo il picco, ha iniziato una discesa costante, bucando al ribasso anche la soglia dei 40 punti e scendendo fino in area 25 dove poi è rimbalzato in concomitanza con le nuove tensioni sull’azionario di una settimana fa. Cosa potrà succedere in futuro? Difficile dirlo ma il Vix può dare un aiuto. Un ritorno stabile sopra area 40 potrebbe far riaffiorare i rischi di un mercato azionario al ribasso.