Le incognite dopo il decennio magico

Era il 9 marzo del 2009. Sulle Borse mondiali ancora si sentiva la puzza di bruciato lasciata dalla banca d’affari Lehman Brothers, fallita nel settembre del 2008. Quel giorno l’indice di Wall Street, S&P 500, tocca il suo minimo a quota 666 punti. Dai massimi raggiunti a fine 2007, il ribasso della Borsa statunitense è del 57 per cento. Il mondo guarda attonito a quella che sembra una caduta senza fine. Un pozzo senza fondo. Eppure dal 9 marzo, dopo aver toccato quella soglia, tutto cambia. Come per magia: da allora Wall Street ha infatti registrato il più lungo trend rialzista della sua storia. Dieci anni filati di guadagni inimmaginabili in quel fosco 9 marzo del 2009.

La performance del listino azionario Usa da allora supera infatti il 300 per cento. E il Nasdaq, cioè la Borsa americana delle aziende tecnologiche, fa ancora meglio: quasi +500 per cento. A livello globale, l’indice Msci World guadagna da allora il 201 per cento.

I motivi di questa corsa lunghissima sono almeno tre:

  1. le banche centrali;
  2. l’azione politica;
  3. l’andamento dell’economia.

Da qui bisogna partire per capire cosa è successo, e per cercare di prevedere cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi e anni: perché se questi sono stati i pilastri del rally di Borsa negli ultimi dieci anni, oggi il mondo deve fare i conti con gli effetti collaterali che quegli stessi pilastri potrebbero aver prodotto.

Le tre ragioni del decennio magico

Le banche centrali sono state il principale pilastro di questo rally globale: dopo il crack di Lehman Brothers sono infatti intervenute tutte (chi prima e chi dopo nel corso degli anni) per sostenere i mercati finanziari con politiche monetarie non convenzionali di enorme potenza. Le principali banche centrali del mondo non solo hanno portato i tassi d’interesse a zero ma hanno anche stampato moneta per oltre 11mila miliardi di dollari.

Questo ha prodotto vari effetti benefici. Da un lato ha favorito le imprese in tutto il mondo (soprattutto negli Usa e nei Paesi emergenti), perchè sono riuscite a trovare tanto denaro a basso costo sui mercati obbligazionari. Dall’altro i tassi a zero e l’abbondanza di liquidità hanno favorito sui mercati la speculazione di chi si indebita per comprare titoli: pratica diffusa sia tra gli investitori sia tra le imprese.

Forse non tutti sanno che negli Stati Uniti solo nel 2018 le imprese hanno comprato oltre mille miliardi di dollari di azioni proprie a Wall Street, e spesso lo hanno fatto con denaro preso in prestito. Questo ha gonfiato le quotazioni della Borsa Usa e di tanti listini nel mondo, favorendo anche la ripresa dell’economia, che è il secondo ingrediente positivo di questo decennio.

Il terzo è rappresentato dalla politica. Oggi può sembrare strano, ma i Governi globali hanno contribuito nei primi anni a questo Bengodi finanziario. Sono stati i Governi di mezzo mondo a salvare le banche con soldi pubblici dopo il crack Lehman, bloccando un contagio che sarebbe stato devastante. E sono stati i Governi e i regolatori globali a varare molte normative che hanno messo in maggiore sicurezza alcuni settori della finanza, a partire dal sistema bancario. Senza il loro contributo negli anni passati forse non avremmo visto mercati così spumeggianti. Ma dopo un decennio davvero magico sui mercati , oggi è naturale porsi una domanda: quanto durerà ancora ? Questo è il dilemma: se lo domandano non solo i piccoli risparmiatori, ma anche i grossi investitori.